Da un mese la domanda asiatica alimenta la corsa dei prezzi dello zolfo. La scorsa settimana erano stati gli acquisti indonesiani a spingere in alto le quotazioni; questa settimana, dopo due settimane di stallo, è tornata la Cina con due operazioni a prezzi più elevati, mentre altre transazioni sono state registrate in Indonesia e in India.
Il rialzo recente si spiega con la domanda di Cina e Nord Africa, ma anche con un'offerta più corta: la disponibilità di prodotto FSU e saudita è limitata e pesano i colli di bottiglia logistici nei porti iraniani e nella capacità ferroviaria verso i porti del Mar Nero.
In Cina, dopo due settimane di importazioni col contagocce, sono stati conclusi due acquisti a prezzi più alti. A sostenere la tendenza sono i produttori di fosfati, che mantengono gli impianti a ritmi relativamente sostenuti, e il ripristino delle scorte nei porti. I prezzi interni si aggirano intorno a $316/t CFR e, con una produzione destinata a restare elevata nelle prossime settimane, difficilmente la domanda di zolfo rallenterà prima di fine mese, quando si chiude la stagione autunnale di applicazione.
In Indonesia è stata chiusa in settimana almeno un'operazione, che ha portato a un lieve rialzo della forchetta di prezzo. La settimana precedente erano passati di mano in tutto circa cinque carichi completi e nel breve periodo la domanda dovrebbe mantenersi piuttosto costante. Secondo gli operatori, tuttavia, gli acquisti più recenti potrebbero essere il recupero di un agosto più lento del previsto, quando la stagione dei monsoni aveva frenato le operazioni.
In Medio Oriente i prezzi sono saliti sulla spinta della domanda asiatica e il clima resta rialzista, anche se il passo si è fatto più lento. Nei mesi estivi la disponibilità saudita si riduce, ma secondo gli operatori del settore anche diverse fonti alternative, come l'Iran, il Mar Baltico e il Mar Nero, risentono di una disponibilità limitata e/o di vincoli logistici nei porti. La domanda si è così spostata verso il Medio Oriente, mettendo pressione al rialzo sui prezzi.
In Canada il prezzo è salito in linea con il clima rialzista internazionale. Nelle ultime due settimane gli scambi verso l'Asia sono stati pochi, ma in precedenza la regione aveva avuto un ruolo determinante nel soddisfare la domanda asiatica. Gli operatori ritengono inoltre che la questione dei dazi tra Brasile e Golfo degli Stati Uniti possa dirottare prodotto canadese verso il Brasile, dove almeno un acquisto è già stato concluso.
Movimento anche in India, con almeno un acquisto a un livello più alto. È circolata voce di una transazione a prezzi superiori a quelli attualmente pubblicati, ma al momento della stesura non è stato possibile verificarla. Il mercato indiano è entrato in una fase rialzista, con offerte in crescita per effetto della minore disponibilità e della concorrenza dei compratori della regione. Secondo fonti del settore, le offerte si collocano ora a metà della fascia dei $330/t CFR.
