Il mercato dello zolfo chiude il primo trimestre del 2026 alle prese con una delle prove più dure mai affrontate dal commercio internazionale. I dati che abbiamo raccolto sul campo negli ultimi 10 giorni lo confermano: non siamo davanti a un semplice "rally dei prezzi", ma a un vero e proprio "stallo geopolitico" di natura strutturale.
Ecco le principali indicazioni strategiche emerse dalla nostra ultima analisi di mercato in Lion Sulphur:
1. "Prezzi sulla carta" e "realtà fisica"
ADNOC e QatarEnergy hanno confermato per marzo gli OSP a $520–530/t FOB (rollover), ma il collo di bottiglia logistico nello Stretto di Hormuz ha reso queste cifre in buona parte teoriche.
La realtà: in Cina i prezzi interni sono balzati a $760–770/t (parità all'importazione). È il segnale più chiaro che la "sicurezza degli approvvigionamenti" conta ormai più della "sensibilità al prezzo".
2. Il fattore Indonesia: un "freno" inatteso
Lo stop operativo di diversi impianti del nichel in Indonesia (tra cui PT QMB) ha tolto dal mercato circa 260.000 tonnellate al mese di domanda di acido solforico.
La mia analisi: in condizioni normali avremmo visto i prezzi volare oltre i $750/t CFR. Il crollo improvviso della domanda indonesiana ha invece fatto da "stabilizzatore involontario", evitando per ora un'impennata verticale delle quotazioni.
3. Nasce un "mercato a due velocità"
Oggi il mercato mondiale è spaccato in due zone ben distinte:
- Dentro Hormuz: l'offerta mediorientale, bloccata, cerca una via d'uscita.
- Fuori da Hormuz: le origini alternative (Canada e FSU) trattano con "premi di opportunità" da record.
Per mercati come India e Indonesia, che dipendono ancora in larga misura dai produttori del Golfo, il rischio di approvvigionamento è enorme.
La data da cerchiare: 6 aprile
Il mercato trattiene il fiato e resta alla finestra. Le decisioni diplomatiche e militari dei giorni che precedono il 6 aprile segneranno la rotta dello zolfo per il resto dell'anno.
- Scenario A: una riapertura parziale del corridoio potrebbe innescare una correzione dei prezzi.
- Scenario B: un'escalation del conflitto farebbe dello zolfo una "materia prima strategica e scarsa".
Conclusione: in Lion Sulphur siamo convinti che oggi la tenuta della catena di approvvigionamento conti più dei margini di profitto. La liquidità è scarsa e l'incertezza alta, ma l'unica strada percorribile resta una strategia fondata sui dati.
