In apertura di ottobre il mercato dello zolfo si trova in una posizione insolita. I vincoli sull'offerta persistono: lo Stretto di Hormuz resta un collo di bottiglia, le esportazioni dal Golfo sono limitate e quelle kazake viaggiano al di sotto dei livelli normali. Eppure i prezzi scendono, e il motivo è la distruzione della domanda.
I prezzi si allentano
Le transazioni spot verso Indonesia e Nord Africa sono scivolate nella fascia medio-alta dei 900 $/t. I prezzi FOB Medio Oriente sono scesi nella parte bassa degli 800 $/t. QatarEnergy ha tagliato il QSP di ottobre a 835 $/t, dagli 880 $/t di settembre.
Domanda debole
I prezzi del 3° trimestre si sono rivelati insostenibili per molti consumatori. I produttori di fertilizzanti hanno ridotto i tassi di utilizzo degli impianti, e anche i produttori di nichel in Indonesia e il settore chimico sono sotto pressione sul fronte dei costi. La produzione di fosfati del Marocco viaggerebbe intorno al 50–60% della capacità. In Europa alcuni consumatori stanno riducendo i ritmi produttivi e alcuni impianti chiudono definitivamente.
Trattative tese sui contratti del 4° trimestre
I fornitori spingono per un rollover, mentre gli acquirenti chiedono tagli consistenti. Le prime discussioni in Nord Africa si collocherebbero ben al di sotto dei livelli del 3° trimestre. Alcuni acquirenti europei aprono le trattative chiedendo riduzioni di 100–150 $/t.
La Turchia fa eccezione
La gara domestica di ottobre di Tüpraş si è chiusa in media sostanzialmente invariata. I prezzi sono saliti a Izmit e scesi a Kırıkkale, e tutte le aggiudicazioni si sono collocate con ampio margine sopra il prezzo minimo. La domanda interna resta solida nonostante la debolezza globale.
La Cina resta alla finestra
La Cina è in festività fino al 7 ottobre e le scorte portuali sono inferiori alla metà dei livelli dello scorso anno. Gli importatori presentano offerte basse e si rivolgono all'offerta domestica e all'acido da fonderia.
I prossimi 30–60 giorni
Mi aspetto un ulteriore indebolimento nel breve termine. Gli acquirenti sono restii a entrare sul mercato prima di vedere dove i prezzi toccheranno il fondo. Tuttavia, con scorte basse, un ciclo di ricostituzione verso fine anno potrebbe limitare il ribasso e fissare un pavimento. Il vincolo sull'offerta non è scomparso: quando la domanda si riprenderà, il quadro potrebbe ribaltarsi rapidamente.
Per gli acquirenti, in questo trimestre la chiave sarà il tempismo. Per i fornitori, la flessibilità.
