Nella settimana dell'11–18 giugno 2026 il mercato mondiale dello zolfo ha attraversato una fase di forte volatilità, alimentata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dall'ingorgo logistico sulle rotte che passano per lo Stretto di Hormuz. Se gli indici spot internazionali sono rimasti ancorati ai massimi, il mercato interno cinese ha corretto bruscamente, sganciandosi dall'andamento globale.
Un esame dell'andamento della settimana e delle ultime novità sul fronte macroeconomico mette in luce quanto segue.
Cina, mercato interno: polarizzazione e pesanti prese di beneficio. Dopo una corsa eccezionale, con prezzi interni saliti di oltre il 160% fino a sfondare quota 10.000 yuan, a metà mese il mercato cinese è entrato in una fase di correzione violenta.
Prezzi franco fabbrica (Ex-Works Cina) nella settimana: dai 10.800–11.750 Yn/t dell'11 giugno le quotazioni sono scivolate a 9.400–9.600 Yn/t il 18 giugno, con un calo secco di -1.775 Yn/t sul valore medio della forchetta.
Raffinerie e porti in direzioni opposte: sul mercato interno si è aperta una spaccatura insolita. Nello Shandong le raffinerie hanno tagliato i listini senza esitazioni per smaltire le scorte di zolfo liquido che si andavano accumulando; nei principali porti, invece, lo zolfo solido ha messo a segno fiammate infragiornaliere, spinto dagli acquisti di chi ha colto il ribasso per comprare sui minimi.
Indici spot internazionali e noli: il mercato regge. Malgrado la correzione circoscritta alla Cina, la stretta sull'offerta mondiale provocata dai rischi geopolitici continua a garantire un solido pavimento ai prezzi di riferimento del commercio internazionale.
Riferimenti globali: le forchette spot di Vancouver, Medio Oriente (FOB) e Brasile (CFR) sono rimaste del tutto invariate rispetto alla settimana precedente (nc). Con i volumi mediorientali frenati dai continui ritardi nel transito dallo Stretto di Hormuz, il prezzo reso del granulare d'importazione in Cina (CFR Cina) ha tenuto con decisione a 1.050–1.100 $/t.
Noli (trasporto di zolfo): sui principali corridoi le tariffe hanno replicato i livelli della settimana prima, con Vancouver–Cina a 37–44 $/t e Mar Nero–Brasile a 50–60 $/t. Tempi di navigazione più lunghi e premi più alti per l'assicurazione contro il rischio guerra, però, continuano a tenere su la base dei costi d'importazione in tutto il mondo.
Pressioni a valle e svolte strategiche nell'energia. Per leggere correttamente la direzione del mercato vanno segnalati due sviluppi macroeconomici di peso, provenienti dal comparto energetico e dalle filiere dei derivati:
La mossa di Aramco sulle infrastrutture: in piena crisi mediorientale, e con la domanda mondiale di asset legati allo zolfo in forte ascesa, Saudi Aramco sta valutando la cessione di una quota del proprio business delle infrastrutture per lo zolfo, con cui conta di raccogliere fino a $7 miliardi. Un segnale di quanto la gestione dell'offerta di zolfo stia diventando, per le compagnie petrolifere di Stato, una leva finanziaria e geopolitica di primo piano.
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